Ritorno alla Lira in Italia
E’ da qualche tempo che si discute su un possibile ritorno alla Lira in Italia.
- Perchè si pensa ad un ritorno alla Lira in Italia?
Gli esperti come gli economisti e i rappresentanti politici hanno opinioni contrastanti. Per qualcuno il ritorno alla Lira in Italia sarebbe estremamente dannoso, mentre per altri parrebbe che l’uscita dell’Italia dalla zona euro possa essere l’unica via d’uscita per far fronte alla grave crisi economica in cui si trova il Paese.
Bisogna ricordare che in soli 10 anni dall’immissione dell’Euro al posto della Lira, il potere d’acquisto è diminuito di molte migliaia di euro, si parla di circa 5.500 euro dello stipendio di ogni lavoratore.
- Il ritorno alla Lira in Italia può essere conveniente?
Per meglio comprendere se il ritorno alla Lira in Italia possa essere conveniente, bisogna capire che fino a 10 anni fa con la lira, paragonando 100mila lire, si acquistava il doppio di ciò che si acquista oggi con 100 euro.
Il ritorno alla Lira in Italia, quindi, potrebbe far rischiare una diminuizione del potere d’acquisto e l’aumento con prezzi esorbitanti su ogni genere di merce o materiale.
Difficile in realtà avere idee precise su ciò che potrebbe succedere con il ritorno della Lira in Italia. Non esistono nella letteratura economica esempi di tale portata. Il caso più simile e vicino nel tempo è quello dell’Argentina. La moneta dei Paesi periferici euro si svaluterebbe tra il 30% e il 50%. Di contro, quella dei Paesi del Nord si rivaluterebbe almeno del 40%, mettendo fuori mercato interi settori industriali.
- Cosa potrebbe accadere con il ritorno alla Lira in Italia?
Con la prospettiva appena descritta, il ritorno alla Lira in Italia farebbe crescere la disoccupazione e con essa l’instabilità sociale. Ipotizzando di prendere come esempio le vicende del peso argentino subito dopo il disallineamento dalla parità virtuale imposta rispetto al dollaro, che sarebbe analogo a ciò che succederebbe tra Italia e Germania, la Lira cercherebbe immediatamente il proprio reale punto di equilibrio. Le conseguenze iniziali sarebbero, nello scenario peggiore tra i peggiori, il raddoppio del prezzo di tutti i beni importati, ad esempio il carburante in 24 ore passerebbe a quasi 3 euro. Cellulari, automobili straniere, elettricità, gas dalla Libia, computer e tablet raddoppierebbero il costo. Ci troveremmo a pagare il doppio i pezzi di ricambio delle auto straniere in garage, ma anche i prezzi degli alimentari ed i beni di uso comune. Dall’oggi al domani gli stipendi perderebbero potere di acquisto di un 30% almeno.
- Ci sono fattori positivi nel ritorno alla Lira in Italia?
Il lato positivo del ritorno alla Lira in Italia è che il debito pubblico italiano si svaluterebbe all’improvviso, creando un costo del lavoro più basso di quello dei concorrenti e diventando in questo modo un temibile avversario economico. Nessuno più acquisterebbe auto tedesche, mentre in Germania si farebbe la fila per le auto italiane. Se la svalutazione interna viaggiasse sulle stesse percentuali, sarebbe inoltre un vantaggio per lo Stato, ma una vera fregatura per tutti quegli italiani che hanno accumulato risparmi nel corso degli anni. Per esempio, chi oggi avesse 100 mila euro da parte, è come se si ritrovasse improvvisamente con 30, 40 mila euro in meno. Un ulteriore possibile scenario potrebbe essere un default pilotato. Ovvero lo Stato va a tagliare i debiti non rimborsando più una percentuale o taluni creditori. Non bisogna scordare che quasiasi il 40% del nostro debito è in mano agli stranieri. Se l’Italia dichiarasse default, rimborsando solo gli italiani possessori di titoli e non gli stranieri come i francesi, risolverebbe immediatamente gran parte dei problemi. Si troverebbe con il 40% di debito in meno, una moneta svalutata e la possibilità di tagliare drasticamente le tasse riformando la spesa.
Ritorno alla Lira in Italia aggiornato il 26 dicembre 2011
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